Cantharellus Cibarius
detto anche cantarello, gallinacio, finferlo

Fungo molto conosciuto caratteristico per il portamento "ondulato", a volte imbutiforme, per il gambo piccolo e storto, il colore ovunque giallo. Nella parte inferiore anzichè esserci delle vere lamelle, sono presenti delle fitte piegature, dritte o più o meno ondulate, che si prolungano lungo parte del gambo (decorrenti).
Normalmente le dimensioni di tale fungo non superano gli 8/9 cm. Da giovane può avere le forme più svariate ed il gambo molto robusto.
Nessuna specie tossica somiglia realmente al galletto.

Habitat e distribuzione

Comunissimo sia sotto latifoglie sia sotto conifere, a tutte le latitudini ed in tutta Italia. Ama in particolare l'abete rosso, il castagno ed il faggio, il muschio ed il mirtillo nero: cresce a gruppi numerosissimi da primavera inoltrata a novembre.
La sua comparsa nei boschi più caldi avviene talvolta a inizio estate (maggio-giugno) e prosegue nei primi mesi di autunno. In varie località appenniniche è stato osservato che la comparsa dei galletti sefue all'incirca questo "ordine": i primi spuntano in genere nei quercieti e sono in genere molto chiari di colore; dopo una settimana inizia la produzione dei castagneti; dopo due settimane circa si trovano i primi esemplari sotto faggio.

Raccolta e conservazione

E' vietata la accolta degli esemplari troppo piccoli. La conservazione dopo la raccolta non presenta problemi trattandosi di funghi poco deperibili e difficilmente invasi da larve di insetti. Una volta raccolto è necessario lavarlo più volte per eliminare il terriccio, gli aghi di pino e i resti di foglie che si infilano nelle molteplici pieghe del fungo.

Come si cucina

Questo fungo è molto versatile e il suo colore si presta magnificamente a scopi decorativi. E' sempre migliore se consumato fresco, ma si mantiene bene in frigorifero anche per 4-5 giorni, in un cestino coperto da un panno umido. Può essere mangiato crudo; il suo gusto un pò pepato scompare con la cottura. Il suo sapore si esalta con le uova strapazzate, in zupe e umidi, ed è eccellente nelle salse. Si presta ad essere conservato sott'olio, non altrettanto ad essere surgelato o seccato.
Poiché perde un pò del suo caratteristico sapore se viene lavato, si suggerisce di pulirlo bene appena raccolto con uno spazzolino, per evitare che la sabbia o il terriccio rimangano tra le lamelle.


Fonti:
"Funghi spontanei del Veneto" di Nicola Sitta Ed. ESAV
"Cercar Funghi come conoscerli, come coltivarli, come cucinarli" Fabbri Editore
"Passione di funghi" di Antonio Carluccio Ed. Idea libri



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AVVERTENZA: Le informazioni qui contenute sono fornite solo a scopo educativo. Non si intende fornire suggerimenti per diagnosi o trattamento di malattie.