Armillaria Mellea
detto anche Chiodino, Famigliola buona

Fungo alto fino a 15 cm e con un diametro del cappello fino a 8 cm. Il cappello dapprima piccolo ed emisferico, tanto da dare al fungo la forma di chiodo (da cui il suo nome volgare), si apre poi fino a diventare spianato o addirittura concavo. Il cappello, variabilissimo per forma, aspetto e colorazione (dipende dall'albero su cui cresce), spesso cosparso da scagliette soprattutto al centro. Le lamelle sono sempre bianco-crema o giallastre, alla fine macchiate di color ruggine, leggermente decorrenti sul gambo. Questo nella parte alta ornato da un anello. La carne di colore bianco o biancastro.
Il chiodino un fungo che generalmente cresce su legno in cespi di parecchi esemplari (da qui il nome "famigliola"), ma talvolta lo si trova apparentemente in terra (il legno pu essere interrato) e anche come esemplare singolo.

Habitat e distribuzione

Il chiodino una specie comunissima in tutta Italia e cresce, prevalentemente in autunno, su molte specie di alberi (latifoglie e aghifoglie). E' ospite di una vastissima gamma di piante: gelso, robinia, sambuco, faggio, querce, castagno, abete, nocciolo, acacia, olmo, pioppo, olivo, salice (tra i pi comuni). E' un fungo che pu comportarsi a seconda delle situazioni, come parassita, come saprotrofo e anche come simbionte, talvolta contemporaneamente. Come parassita capace di causare problemi anche seri, soprattutto marciumi a livello radicale, a numerose piante da frutto.
Lo si trova sia in pianura sia in montagna. Cresce in montagna fin da agosto, in pianura da met settembre, ma la sua stagione si protrae fino ai geli invernali.

Raccolta e conservazione

Il chiodino deve essere raccolto quando ancora abbastanza giovane. La sua eccessiva maturazione non si riconosce dalle dimensioni (si trovano esemplari anche di oltre 15 cm di cappello ancora freschissimi) ma dalla consistenza della carne e dall'odore. Vanno evitati tutti gli esemplari rammolliti, intrisi d'acqua o con il caratteristico odore di urina di gatto.
La conservazione di questi funghi tra la raccolta e il consumo alimentare non deve durare molto a lungo.

Come si cucina

E' molto importante la cottura prolungata, effettuando anche una prebollitura con eliminazione dell'acqua per togliere il sapore amaro e renderlo digeribile. La cottura deve durare almeno un'ora e mezza, altrimenti risulta duro e pesante. Secondo alcuni autori il chiodino non sbollentato e cotto poco risulta tossico. I chiodini pi amari sono anche quelli meno digeribili e non tutti li tollerano.
Non consigliabili per la surgelazione a crudo.


Fonti:
"Funghi spontanei del Veneto" di Nicola Sitta Ed. ESAV
"Cercar Funghi come conoscerli, come coltivarli, come cucinarli" Fabbri Editore
"Passione di funghi" di Antonio Carluccio Ed. Idea libri



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AVVERTENZA: Le informazioni qui contenute sono fornite solo a scopo educativo. Non si intende fornire suggerimenti per diagnosi o trattamento di malattie.