Cantharellus Cornucopioides
detto anche trombetta dei morti

Fungo inconfondibile, caratteristico per la sua forma a trombetta e per il colore bruno-grigio fuliginoso nella parte superiore e grigio cenerino in quella inferiore, o anche interamente nero. Rispetto agli altri Catharellus si riconosce per la parte inferiore completamente liscia, senza pieghettature.
Nessuna specie tossica somiglia alle trombette di morto.

Habitat e distribuzione

Comune in tutta Italia nei boschi di latifoglie, a volte per l'intero autunno, in altre annate solo nei mesi tardo-autunnali.

Raccolta e conservazione

La conservazione delle trombette dei morti dopo la raccolta non pone particolari problemi, dato che si tratta di funghi durabili e resistenti, tranne nel caso in cui siano intrise d'acqua. Bisogna soltanto evitare di comprimerle e di racchiuderle in contenitori poco aerati dove facilmente possono fermentare. La trombetta inoltre un fungo che si presta ottimamente all'essicazione.

Come si cucina

Le trombette dei morti sono l'ideale nella preparazione di piatti raffinati, per via del loro colore scuro e del sapore delicato. Sono ottime anche appena saltate al burro, con prezzemolo ed erba cipollina, oppure in zuppe e umidi. Non consigliabile congelarle senza prima averle cotte con un p di burro.
Ideali invece per l'essicazione, possono essere ridotte in polvere e usate per insaporire le salse.
Bisogna fare la massima attenzione alla pulizia: facile che piccoli insetti si introducano nell'imbuto; se non si riesce ad eliminarli scuotendo il fungo, sar meglio tagliarlo nel senso della lunghezza, prima di pulirlo. Questo uno dei casi in cui consigliabile lavare gli esemplari, soprattutto se particolarmente sporchi.


Fonti:
"Funghi spontanei del Veneto" di Nicola Sitta Ed. ESAV
"Passione di funghi" di Antonio Carluccio Ed. Idea libri



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AVVERTENZA: Le informazioni qui contenute sono fornite solo a scopo educativo. Non si intende fornire suggerimenti per diagnosi o trattamento di malattie.